LO SAPEVI CHE LA CARNE EQUINA...

peso per sportivi SPORTIVI

La carne equina e il ferro

L'elevato contenuto in ferro - 3,9 mg/100 g, quasi il doppio rispetto ad altre carni, e un basso contenuto in grassi, con scarso colesterolo, rendono la carne equina particolarmente adatta a chi pratica sport. Inoltre è una delle poche carni che contengono zuccheri (glicogeno) che ne rende il consumo adatto agli sportivi che necessitano di alimenti la cui frazione energetica sia rapidamente disponibile. E' proprio da questi zuccheri che la carne equina ottiene quel sapore lievemente dolce che la rende così appetitosa.

Alcune regole in cucina per mantenere la forma fisica

Se volete perdere peso o mantenere la forma acquisita dopo grandi sforzi, non esiste un posto migliore per mangiare se non a casa propria.
Non importa quanto si è pratici in cucina, basta seguire alcune dritte e il gioco è fatto :

1. Cucinate piatti semplici: soprattutto se avete poco tempo per stare davanti ai fornelli. Un pesce bollito o anche al forno con delle verdure come contorno è sicuramente una cena fantastica.

2. Chi compra le verdure oggi? Costruitevi un team! Pensate a cosa volete mangiare, fate una lista e dividetevi i compiti con i propri familiari. Tutti quanti dovrebbero essere coinvolti in qualche modo.

3. Programmate i vostri menù con cibi sani e naturali: una bistecca di carne equina può essere consumata in pochi minuti, mentre dei gamberi al forno accompagnati da due tipi diversi di verdure come broccoli e insalata mista, comportano una masticazione più lunga. Non sottovalutate mai la componente emozionale e psicologica dei pasti.

4. Non mentite al vostro fisico: leggete bene le etichette dei cibi che comprate e selezionate quelli più sani per voi stessi.

5. Contenete le porzioni dei pasti e fate spuntini: per riuscire a mangiare le giuste porzioni nei pasti principali è fondamentale fare degli spuntini sia a metà mattina che nel pomeriggio. Questa abitudine ci evita di arrivare a pranzo o cena con una fame spropositata e quindi abbuffarci a dismisura e nello stesso tempo ci fornisce le energie per non avvertire stanchezza e spossatezza durante il giorno. Un consiglio è quello di usare per questo scopo la frutta.

6. Incrementate gli Alimenti ricchi di Fibra: la fibra è fondamentale per il benessere del nostro apparato digerente. Oltre a frutta e verdure, la possiamo trovare nei cereali (meglio se integrali), ma anche nei legumi come fagioli, ceci e piselli. La quantità raccomandata giornalmente di fibra è di 25-30 gr. Pertanto una buona dieta è in grado di soddisfarne il fabbisogno giornaliero senza ricorrere ad integratori.

Mood food, la dieta del buonumore

Un’alimentazione scorretta e poco equilibrata può portare anche a stress e depressione, e se non si seguono i giusti consigli degli esperti ci si può ritrovare anche a non saper gestire quelle situazioni più complicate che si possono presentare anche quotidianamente in svariati contesti. Per affrontare tali situazioni, arrivano i mood food, ovvero quei cibi che portano buonumore e che combattono lo stress, anche quello da rientro.

Con la supervisione della Sisa, Melarossa ha diffuso una serie di consigli sul mood food, che consente di scoprire che le virtù terapeutiche di alcuni principi nutritivi contenuti in determinati alimenti aiutano a combattere lo stress e che influiscono sullo stato d’animo, influenzando positivamente l’umore.

Innanzitutto bisogna non trascurare nella propria alimentazione quegli alimenti ricchi di vitamina B12, considerata la vitamina dell’energia, e di acido folico. Questi due si trovano soprattutto nel pollo, nel salmone, nei broccoli, nel manzo, nella carne equina e nei fagioli, senza trascurare il fegato e le lenticchie, considerate da tempo come un anti depressivo naturale.

In quanto alla frutta, si consigliano uva e banane, ottime perché contengono dopamina, ovvero l’ormone del piacere: non abbiate paura a consumarne una al giorno, poiché non è vero che contengono troppe calorie (135 contro 100 di una mela). Non dimentichiamo di consumare quotidianamente agrumi quali ad esempio limoni e arance, perché ricchi di vitamina C, che rinforza le difese immunitarie.

È necessario consumare regolarmente il pesce, soprattutto salmone e sardine, perché ricche di Omega 3, e secondo quanto ha precisato Luca Piretta della Sisa: “esistono evidenze scientifiche che rivelano come la depressione sia in qualche modo collegata a bassi livelli circolanti di omega 3.

Prediligere inoltre alimenti contenenti vitamina D, poiché è un potente antistress, quali ad esempio pesci grassi, fegato di manzo, rosso d’uovo e formaggio. Infine, per colmare la vostra voglia di dolce è possibile mangiare un po’ di cioccolata fondente, che ha una potente azione antidepressiva e tonica ed è pertanto in grado di dare una sferzata all’euforia e indurre una sensazione di benessere nell’individuo che la assume.

In definitiva, se si seguono i giusti consigli e non si eccede con alimenti pesanti, ricchi di grassi e magari fritti, è possibile aiutare il nostro organismo a combattere al meglio quelle situazioni più stressanti per corpo e mente.

Fonte: Melarossa

I cibi giusti per il dopo-palestra

Se il pasto dopo la palestra non è «giusto» si rischia di vanificare tutto il bene che può fare il movimento: è il risultato di uno studio dell'università del Michigan.

La ricerca è stata condotta su nove volontari che hanno provato tre tipi di menu post-allenamento: uno bilanciato, uno con pochi carboidrati, un altro ipocalorico. Ebbene, il migliore sarebbe quello con pochi carboidrati perché garantirebbe una maggior sensibilità all'insulina e quindi un miglior metabolismo del glucosio.

Il pasto dopo lo sport è importante, ma deve essere diverso a seconda delle finalità per cui la persona si allena. Chi lo fa per migliorare le proprie prestazioni e ottenere risultati sportivi deve predisporre l'organismo all'allenamento successivo, ripristinando le scorte di carboidrati; chi invece lo fa, anche regolarmente, per mantenersi in forma o come “terapia” per una condizione metabolica non deve esagerare coi carboidrati post-allenamento, perché il lavoro svolto non lo giustificherebbe. Tutto dipende insomma da quanto, come e perché ci si allena, tenendo sempre ben presente che dopo lo sforzo bisogna comunque mangiare sia carboidrati che proteine.

mamma con passeggino DONNE IN GRAVIDANZA

Quali alimenti scegliere durante la gravidanza

Durante la gravidanza avrai bisogno di un piccolo surplus di energia e di alcuni nutrienti. Tra questi molto importanti sono: il ferro, l'acido folico ed il calcio.

Il ferro viene assorbito al meglio se unito a cibi ricchi di vitamina C, come: broccoli, patate, peperoni verdi, pomodori, arance, uva, melone, fragole

Calcio e vitamina D sono necessari per ossa e denti forti. In estate, la vitamina D è prodotta dal tuo corpo quando ti esponi al sole. In inverno hai bisogno di assorbire tale vitamina dal cibo. Il latte è un cibo ricco sia di calcio che di vitamina D.

Bere è una regola importante durante la gravidanza, in quanto i fluidi aiutano a portare le sostanze nutritive nel sangue.

L'importanza del ferro in gravidanza

Il ferro ha una funzione importantissima per l’organismo poiché si combina con le proteine per formare, all’interno dei globuli rossi, l’emoglobina, che trasporta l’ossigeno e l’anidride carbonica dentro e fuori dalle cellule.
La sua importanza aumenta durante la gravidanza, quando il sangue aumenta del 30% il suo volume per far fronte alle esigenze del bambino.

Se si è mangiato in modo sano prima del concepimento, e in assenza di condizioni patologiche (ipocloridria, sindromi da malassorbimento, diarrea, ecc.) le riserve di ferro dovrebbero essere sufficienti.
Le richieste di ferro aumentano a partire dalla 20ª settimana, quando accrescono le necessità del feto e i livelli materni di emoglobina subiscono a causa di ciò una riduzione di circa il 10%.

La gravidanza comporta una perdita di ferro di circa 550 milligrammi, di cui circa 300 ceduti al bambino, 50 alla placenta e 200 persi con la perdita ematica del parto. Questa perdita è parzialmente compensata dall’assenza di mestruazioni e dal maggiore assorbimento intestinale di ferro in gravidanza.

Come si capisce se abbiamo carenza di ferro?
Vi sono alcuni segni fisici in base ai quali è possibile sospettare una carenza di ferro: pallore, mucose rosate, fragilità delle unghie, perdita di peli e capelli, senso di stanchezza, difficoltà di concentrazione.
Spesso la sola alimentazione non è in grado di compensare queste carenze, in questo caso il ginecologo, dopo aver visto gli esiti degli esami del sangue, prescriverà una integrazione per via orale, da protrarre fino alla normalizzazione dei parametri di laboratorio.

Quali sono gli alimenti più ricchi di ferro?
Innanzitutto bisogna fare un’importante premessa: possiamo consultare le tabelle, ma non dobbiamo guardare solo la quantità di ferro contenuta nei vari alimenti, ma anche la sua biodisponibilità, cioè la percentuale effettiva che il nostro organismo riesce ad assorbire ed utilizzare. La biodisponibilità è infatti aumentata o ridotta a seconda delle sostanze a cui il ferro si accompagna all’interno dell’alimento.
Un'altra premessa doverosa: il nostro corpo non assorbe allo stesso modo il ferro nei vari alimenti. Le persone sane assorbono circa il 10% del ferro alimentare; nello specifico, l'intestino è in grado di assorbire tra il 2 e il 10% del ferro fornito dai vegetali e tra il 10 e il 35% di quello contenuto nelle fonti animali.

Fattori che riducono l'assorbimento del ferro
- un eccesso di fibra (sono alimenti ricchi di fibra legumi, broccoli, carciofi, mandorle, farine integrali, avena ed in generale tutti gli alimenti di origine vegetale)
- acido fitico e fitati, acido ossalico e ossalati: sostanze contenute negli alimenti vegetali, in modo particolare nel cacao, nei cereali integrali, negli spinaci, nei legumi e nel rabarbaro, in grado di limitare l'assorbimento o l'utilizzo di alcuni minerali (calcio, ferro, magnesio e zinco)
- presenza di altri minerali: esiste una competizione per l'assorbimento di ferro e zinco
- un eccesso di calcio
- tè e caffè (tannini)
- alcuni farmaci (antibiotici, antiacidi).

Fattori che aumentano l'assorbimento del ferro
- alimenti ricchi di vitamina C ed acido citrico (agrumi)
- zuccheri ed aminoacidi.

Attenzione a non esagerare
Un apporto eccessivo di ferro è tossico perché favorisce la formazione dei radicali liberi. Finché il ferro rimane a livelli normali, i meccanismi anti-ossidanti del corpo riescono a mantenere il livello di radicali liberi sotto controllo.
Un eccesso di ferro può inoltre produrre seri disturbi (emocromatosi): per questa ragione l'assunzione di integratori di ferro non andrebbe decisa di testa propria, ma prescritta dal proprio ginecologo soltanto in presenza di effettiva e accertata carenza del minerale.

Fonte: www.mammamondo.com

L'alimentazione nel terzo trimestre

Irrequietezza e preoccupazione sono stati d’animo normali quando la data del parto (del primo, in particolare) si avvicina. Disagi che viene voglia di sfogare nel cibo rischiando, però, un’abbuffata di calorie e un eccessivo aumento di peso. Che fare? Innanzitutto individuare la causa della propria ansia per provare a risolverla, magari semplicemente sfogandosi con qualcuno disposto ad ascoltare. Anche il cibo, comunque, può aiutare. Basta usarlo nel modo giusto. È assodato, infatti, che tra ciò che mangiamo e il funzionamento del sistema nervoso esistono legami molto profondi. Tutti sappiamo che alcune bevande, come il caffé e il te, sono forti stimolanti (vengono chiamate bevande ‘nervine’ proprio per questo); meno conosciuto è invece il potere calmante di altri alimenti.
- Il triptofano è una particolare sostanza che ha la capacità di favorire il rilassamento. Gli alimenti più ricchi di questo tranquillante naturale sono le arachidi, il tuorlo d’uovo, il pollo, le sarde, il latte e i formaggi in genere.
- Anche i cibi ricchi di calcio, elemento sedativo per eccellenza, hanno un buon effetto rilassante. Il latte, che contiene molto triptofano e molto calcio, si merita per questo il primo posto tra gli alimenti antistress.
- Altre sostanze con capacità calmante sono il magnesio, presente in buona quantità nella camomilla, ma anche nei cereali integrali, nelle noci e nelle verdure verdi, e il bromo, contenuto nella lattuga, alla quale la medicina popolare attribuisce proprietà ipnotiche e sedative.
- Non va poi dimenticato il miele, in particolare quello di tiglio e quello d’arancio, che racchiudono i principi sedativi originari delle piante da cui provengono. Una tazza di latte dolcificata con miele di tiglio prima di dormire è un ‘sonnifero’ davvero efficace.

Se serve un surplus di ferro e proteine
In questa fase dello sviluppo il piccolo ha un grande bisogno di proteine e ferro, che la mamma può fornirgli mangiando carne, pesce e uova. La carne rossa, soprattutto quella equina, è ottima, ma va alternata con quella bianca, più leggera, per non sovraccaricare l’organismo di scorie. Le uova sono alimenti preziosi anche perché contengono fosfolipidi, acidi grassi utili per la formazione delle membrane cellulari del sistema nervoso. Tra i pesci più indicati, il pagello e la mormora, ricchi di ferro. Questo minerale è presente anche in alcuni vegetali, come i legumi e gli spinaci, ma in una forma che viene assorbita solo in piccola parte dall’organismo. Una sostanza che favorisce l’assimilazione del ferro è la vitamina C. Il consiglio è condire gli spinaci con il limone e di consumare abbondanti quantità di agrumi. Infine, negli ultimi mesi l’incremento di peso e la sedentarietà possono provocare un rialzo della pressione sanguigna che, pur senza arrivare ai livelli patologici della pre-eclampsia, è responsabile di malesseri e gonfiore alle gambe. Per aggirare il problema, meglio limitare il consumo di sale. Attenzione infine a non eccedere con lo zucchero: in gravidanza l’organismo tende a sviluppare una certa resistenza all’insulina ed è fisiologico che la glicemia salga.

Fonte: quimamme.leiweb.it/gravidanza

Il latte materno influisce sui gusti del bambino

Secondo una ricerca dell'Università di Philadelphia, il periodo dai 2 ai 5 mesi è determinante per "costruire" il palato del neonato e l'abitudine ai sapori, anche quelli più "difficili". Così la mamma è in grado di orientare le scelte alimentari future del figlio.

I sapori assorbiti attraverso il latte materno formano i gusti del bambino, in particolar modo tra i 2 e i 5 mesi di vita. I ricercatori hanno dimostrato la loro teoria dando sistematicamente ai neonati un latte artificiale arricchito dal sapore amarognolo e acido, che però i piccoli hanno continuato a cercare ed apprezzare anche nei mesi successivi e fino all'adolescenza. Bambini a cui questo latte era stato dato dopo i sei mesi di vita, invece, lo hanno rifiutato.

Durante la gravidanza e subito dopo la mamma assorbe attraverso il cibo sostanze che vengono percepite dal bambino e gli permettono di accettare o meno un certo alimento. Se, ad esempio, una donna incinta mangia molti calvolfiori, assorbirà delle molecole solforate che, trasmesse attraverso il latte, permetteranno al figlio di apprezzare un alimento non sempre amato durante l'infanzia.

pallone per bambini BAMBINI

Crescita e sviluppo

Il gran numero di proteine e di amminoacidi essenziali, ovverosia che l'organismo non può produrre, presenti nella carne equina, rende quest’ultima indispensabile per la crescita e lo sviluppo dei bambini. Questi ne apprezzano soprattutto la tenerezza, la dolcezza e la digeribilità.

Spesso capita che sia gli adolescenti che i bambini di 1 - 2 anni abbiano, durante la crescita una carenza di ferro, nei confronti della quale l'alimento carne conta positivamente fornendo alti livelli di ferro assimilabile. La carne equina è molto utile in questi casi, infatti è davvero molto ricca di ferro. Basti pensare che è colpa del ferro presente che la carne equina diviene subito scura quando viene a contatto con l'aria.

Pro e contro nella dieta dei piccoli vegetariani

La dieta di un piccolo vegano, proprio per questo, deve essere impostata da un nutrizionista o da un pediatra esperto in nutrizione, il fai da te è rischioso e i bambini vanno seguiti costantemente nella crescita per verificare che non abbiano carenze di vitamine e micronutrienti. Inoltre il fabbisogno proteico di questi bambini è aumentato perché le proteine dei vegetali hanno una minore digeribilità e differente composizione in aminoacidi rispetto agli alimenti animali. D'altro canto non si può eccedere con legumi e fibre solubili per questioni di digeribilità. Secondo la letteratura scientifica i bambini vegani crescono bene, ma devo precisare che il numero degli studi è ancora limitato. In ogni caso, quando necessario, supplementare per bocca ferro o vit. B12 non è un problema".

Quel che è certo, secondo Andrea Ghiselli, medico e dirigente di ricerca Inran, è che "è diseducativa la distinzione tra vegetale buono e animale cattivo. Basti pensare a grassi trans vegetali, alcol e zuccheri e, al contrario, al ruolo protettivo di pesce e carni bianche. Ci sono soltanto stili di vita buoni e cattivi, ed è dimostrato da studi che non ci sono differenze in termini di salute tra vegetariani e onnivori, purché questi ultimi non fumino, non bevano alcol e abbiano un indice di massa corporea nella norma. Inoltre, quando nella dieta non c'è alcun prodotto animale bisogna pianificare il regime alimentare al meglio per ottenere le quantità corrette di nutrienti necessari, a maggior ragione se parliamo di bambini.

Non si può fare da soli, perché se può essere facile regolarsi sulla quantità di proteine non è la stessa cosa per calcio, ferro o zinco, oggi deficitari anche negli onnivori". In ogni caso "va bene ma non benissimo la dieta con latte e uova - continua Ghiselli - perché hanno meno ferro e vitamina B12 delle carni, ma quella vegetariana stretta è invece squilibrata. Anche per i vegetali servono gli accoppiamenti corretti: in alcune verdure per esempio c'è molto calcio ma l'assorbimento è ridotto perché alcuni componenti lo ostacolano. In più il ferro di carne e pesce è assorbito bene mentre il ferro vegetale, anche nei casi in cui se ne trova in maggiore quantità, è meno assimilabile. Si può aumentarne l'assorbimento aggiungendo il succo di limone, per esempio agli spinaci, o mangiando frutta a fine pasto".

Per raggiungere le quantità corrette del fabbisogno proteico per un bambino in crescita, inoltre, "bisogna aumentare il dosaggio delle proteine vegetali, che non sono equivalenti, e quindi il volume complessivo della dieta - continua Ghiselli - cosa non facile anche per le dimensioni dello stomaco. La dieta mediterranea, basata soprattutto su vegetali, ma che non disdegna piccole quantità di prodotti animali, resta in assoluto la migliore".

Fonte: www.repubblica.it/salute

Alla scoperta della cucina

La cucina è vissuta essenzialmente dai bambini come il locale dove si “consumano” i pasti. Ma in realtà è ben altro: è il luogo in cui trasmettere ai più piccoli l’entusiasmo nei confronti di una delle più antiche e raffinate attività umane, la preparazione del cibo.

Scoprire insieme la “magia” della cucina, creare nuovi sapori e nuovi equilibri, modificare la forma, la consistenza, l’aspetto degli alimenti, sono tutti modi per acquisire una nuova consapevolezza nel rapporto col cibo e costituiscono altrettante occasioni per la pratica di una vera e propria educazione alimentare. Muovendo da questi presupposti, coinvolgere e assistere i bambini in un percorso, quello verso la scoperta del cibo e quindi verso la conquista della propria autonomia, è un importante passo per la loro crescita personale.

La cucina è un laboratorio dove l’apprendimento si realizza attraverso l’esercizio di linguaggi differenti e di diverse abilità .
Anche sotto il profilo dell’educazione alimentare, cimentarsi direttamente con le piccole operazioni di cucina, o anche solo giocare a imitare la mamma pasticciando un po’ con gli ingredienti, aiuta i bambini a migliorare il loro rapporto con il cibo.

Fonte: www.quimamme.leiweb.it

Il pranzo perfetto per i bambini

Una bella tavola apparecchiata, piatti buoni e preparati con amore, una chiacchierata fra genitori e figli. Un pranzo in famiglia come questo è un toccasana per i bambini: previene l'obesità, i disturbi alimentari ed è una vera e propria terapia per i piccoli che soffrono di asma.

Lo ha appena dimostrato uno studio dell'università dell'Illinois, secondo cui i bimbi asmatici che pranzano con i genitori controllano meglio i sintomi e hanno una miglior funzionalità respiratoria. A patto però che il pasto preveda precisi “ingredienti”, semplici come l'ABC, indicati dalla psicologa statunitense Barbara Fiese.

C'è la A di “azione”, ovvero spegnere cellulari, televisione, computer e tutto ciò che può distrarre dal cibo.

Poi c'è la B di “ behavior control” , ovvero controllo del comportamento, perché è importante che i bimbi sperimentino a tavola la rassicurante ripetitività delle regole: mangiare alla stessa ora, sedere allo stesso posto. Vedere gesti consueti è tranquillizzante, soprattutto per i piccoli con qualche problema di salute che sono più ansiosi della media.

Infine, c'è la C di "conversazione", l'ingrediente più importante per un pranzo davvero benefico.

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